Rassegna cinematografica “La stagione del raccolto”

Appare sempre più evidente che la società attuale tende ad esaltare principalmente un modello di uomo perennemente giovane e sano escludendo praticamente in tal modo tutte le altre fasce d'età che non vengono identificate in questo modello.

La realtà odierna, e quella futura lo evidenzierà ancor di più, presenta invece una società costituita in numero sempre maggiore da una popolazione sempre più anziana che necessariamente ha diritto di esprimersi e di far valere le proprie esigenze e alla quale bisogna dedicare una specifica attenzione e adeguate politiche d'intervento.

In particolare questo fenomeno si manifesta in modo più accentuato a Trieste dove un terzo della popolazione ha un'età superiore a sessantacinque anni e il 75% di questa fetta di popolazione ha un'età tra 70 e 90 anni.

A fronte di questa situazione si prospetta la necessità di promuovere una educazione all'invecchiamento per prevenire quelle sensazioni di malessere che spesso hanno inizio con la cosiddetta età di mezzo in cui si perde la caratteristica della futuribilità e si inizia a quantificare il tempo che rimane da vivere.

È opportuno quindi stimolare e avviare un percorso educativo che indichi i comportamenti, gli stili di vita e gli atteggiamenti mentali da adottare per mantenere il più a lungo possibile un idoneo stato psicofisico di benessere.
L'impegnarsi a condurre uno stile di vita "virtuoso" non mancherà dunque di assicurare una stagione della vita, quella della maturità, ancora ricca di frutti da raccogliere.

L'Azienda Pubblica di Servizi alla Persona ITIS, l'ARIS e la Cooperativa Bonawentura-Teatro Miela, che operano a diverso titolo sul territorio giuliano per promuovere questa cultura, propongono un dibattito aperto alla cittadinanza ed alle Istituzioni pubbliche su tale tematica, utilizzando a riguardo lo strumento cinematografico che molto efficacemente ha trattato, paradigmaticamente, alcune delle principali problematiche dell’invecchiamento nel nostro tempo.

A conclusione di ogni proiezione seguirà un breve dibattito con il pubblico, che sarà aperto da un commento sul filmato da parte di un noto personaggio della cultura e del mondo dello spettacolo. Ogni dibattito sarà moderato dal giornalista Fabio Amodeo.

FILM IN RASSEGNA

HAROLD e MAUDE (Harold and Maude)
Regia: Hal Ashby, USA 1972, 90’
Interpreti: Bud Cort, Ruth Gordon, Vivian Pickles, Cyril Cusack
Un ricco adolescente cervellotico e con tendenze necrofile incontra una scultrice ottantenne piena di vitalità che gli insegna ad amare la vita e accettare la morte. Divertente commedia accompagnata da una piacevole colonna sonora di Cat Stevens che illustra, con il tono della favola scanzonata, il diritto di ciascuno alla fantasia, all'eccentricità e soprattutto alla propria libertà individuale.

UNA STORIA VERA (The Straight Story)
Regia: David Lynch, USA, FR 1999, 111'
Interpreti: Richard Farnsworth, Sissy Spacek, Harry Dean Stanton
"Qual è la cosa peggiore della vecchiaia? È il ricordo di quando eri giovane". Non c'è amarezza nelle nostalgiche parole di Alvin Straight, solo la consapevolezza che la vita scorre inesorabile e che il tempo si può fermare con la saggezza dello spirito e il revisionismo degli affetti. Attraversare mezza America a cavallo di un tagliaerba è l'unica sfida ancora possibile per il vecchio Alvin; toccarci il cuore coi ritmi lenti e solenni di un pionerismo esistenziale inedito è la scommessa vinta da David Linch. Non solo una storia vera, ma, come nel titolo originale, la "retta" via di un cinema classicamente moderno.

LA CASA DEL SORRISO
Regia: Marco Ferreri, Italia 1991, 95'
Interpreti: Ingrid Thulin, Dado Ruspoli, Enzo Cannavale, Maria Mercader, Lucia Vasini
Passione d'amore tra due ospiti di una casa di riposo, tutt'altro che anziani nei sensi. I perbenisti protestano e per punizione rubano a lei la dentiera. La sostituirà con una protesi da vampiro. Orso d'oro a Berlino per un'opera che unisce sprazzi di humour nero a una vena dolciastra.

ROBIN E MARIAN (Robin and Marian)
Regia: Richard Lester, GB 1976, 112'
Interpreti: Sean Connery, Audrey Hepburn, Robert Shaw, Richard Harris
Robin Hood torna a Sherwood dopo vent'anni di guerra in Terrasanta. Struggente rilettura del mito di Robin Hood sceneggiato con grande finezza da James Goldman che fonde l'appassionata storia d'amore di due innamorati, che la realtà ha sempre diviso, con una rivisitazione del personaggio capace di mescolare la passione popolaresca con il distacco dell'ironia.

PROVIDENCE
Regia: Alain Resnais, FR, SV 1977, 107'
Interpreti: Sir John Gielgud, Dirk Bogarde, Ellen Burstyn, David Warner
In una dimora decadente un vecchio scrittore si distrugge vuotando una bottiglia di Chablis dietro all'altra. E immaginando il suo prossimo (e ultimo?) romanzo. La sua voce (che è quella, insostituibile, del grande attore shakespeariano John Gielgud) invade lo schermo, commenta le immagini che vediamo, si sostituisce a quella dei protagonisti, costruisce un mondo di finzione visiva e sonora; dei quadri che si creano, disfano e rifanno davanti ai nostri occhi di spettatori. I membri della propria famiglia, un figlio, un figliastro, una cognata, una moglie suicidata, si affrontano in un dramma borghese, sentimentale, assurdo, osservato comunque con una freddezza distaccata e divertita.

RITORNO A CASA (Je Rentre A' La Maison)
Regia: Manoel De Oliveira, FR, PORT 2001, 90'
Interpreti: Michel Piccoli, Antoine Chappey, Leonor Baldaque, Catherine Deneuve, John Malkovich
Gilbert Valence è un attore teatrale di talento che sta interpretando il ruolo di Bèranger I nella pièce 'Il re muore' di Eugène Ionesco. La sua vita serena viene sconvolta quando una sera, al termine dello spettacolo, il suo agente e vecchio amico gli annuncia che sono morti in un incidente stradale la moglie, la figlia e il genero..Opera sulla perdita di ciò che ci è caro (le forze, gli affetti, gli oggetti), ennesima dimostrazione di un talento figurativo, di un senso del racconto e di una vena ironica che non hanno forse uguali nel panorama contemporaneo. Ironia, beninteso, come "parlare d'altro": il regista ci offre una tragedia umana, dura e senza sconti, presentandocela come un madrigale dai toni brillanti, lievemente smorzati, che si presta a molteplici chiavi di lettura.

Per informazioni
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