Mostra "Le collezioni d'arte all'ITIS"

A seguito della pubblicazione del volume sulle Collezioni d’Arte dell’ITIS ed in concomitanza con le celebrazioni per l’anniversario del 150° anno di vita dell’Istituto nella sede attuale di via Pascoli, si presenta una serie di iniziative volte a completare la valorizzazione del patrimonio artistico ivi custodito.

A tal fine si propone l’allestimento di una mostra ospitante alcune tra le più importanti opere studiate durante la recente catalogazione; opere di artisti antichi, moderni e contemporanei scelte dai curatori del volume e della mostra – Daniele D’Anza e Matteo Gardonio – con l’intento di offrire al pubblico la possibilità di conoscere e ammirare parte di questa rilevante collezione d’arte.

Nell’occasione saranno esposte, all’interno di una sala appositamente allestita, una trentina di opere pittoriche e grafiche: si potranno osservare, così, i lavori di alcuni tra i più importanti artisti veneziani e giuliani, ma anche romani, napoletani e olandesi attivi in un arco temporale che dal Cinquecento giunge fino agli inizi del Novecento; si ammireranno, per esempio, una battaglia del rarissimo Pauwel Casteels, un capolavoro come l’Autoritratto del napoletano Paolo De Matteis ma anche opere prime della pittura veneziana seicentesca, oggi in piena ascesa da parte della critica, dovute ai pennelli di Giovan Antonio Fumiani e Giuseppe Diamantini.

L’esposizione comprenderà, suggestivamente, anche l’atrio monumentale dell’Istituto con il ’pantheon’ dei benefattori. Si tratta, infatti, di uno straordinario corpus di sculture, statuee busti, da considerarsi quale eccezionale campionario dell’attività degli artisti triestiniattivi tra l’Otto e Novecento, tra i quali spiccano le presenze di Romeo Rathmann, Vittorio Güttner ed Enrico Levi, destinati a lasciare la città in favore, rispettivamente, di Londra, Monaco di Baviera e il Brasile.

La parte più ricca, com’era prevedibile, riguarderà la pittura fra Ottocento e Novecento che vede gli artisti triestini fare, ovviamente, la parte del leone – si pensi all’opera della collezione forse più nota, La fruttivendola veneziana di Umberto Veruda – ma dove troviamo anche Ercole Calvi o Egisto Lancerotto, nomi particolarmente graditi al gusto borghese di fine secolo che proprio in questi ultimi tempi godono di una ritrovata fortuna collezionistica o un ‘foresto’ come Antonio Zuccaro, pittore protetto dai de Alimonda e attivo soprattutto nel litorale dalmata. Spicca, inoltre, l’accattivante marina di un giovanissimo Guido Grimani, destinato ad essere protagonista del genere nel territorio giuliano a cavallo fra i due secoli.

Da considerarsi parte integrante del percorso espositivo anche il corridoio al pianterreno con le opere di artisti contemporanei, per lo più viventi, donate dagli stessi all’Istituto nel corso degli anni e che documentano lo stato dell’arte triestina della seconda metà del Novecento. All’interno della mostra si troverà una sezione con artisti contemporanei ‘da non dimenticare’ come Apollonio Zvest, Giorgio Milia o Ottavio Bomben e un’opera-manifesto dedicata all’ITIS a firma di Bruno Chersicla.
Il singolo visitatore sarà guidato all’interno dell’esposizione da alcuni pannelli informativie da un pieghevole illustrativo. A questa mostra si affiancheranno altresì attività collaterali quali seminari e visite guidate di gruppo, al fine di diffondere e illustrare al meglio ilpatrimonio artistico di proprietà dell’Istituto.

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