Le collezioni d'arte

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Tullio Clamar (Trieste 1941 – 2005)

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Litografia, cm 52 x 76

L'opera, donata dallo stesso Clamar all'ITIS, è un chiaro esempio della fase costruttivista dell'abile incisore. I suoi esordi, però, si registrano in tutt'altro campo. Dopo aver frequentato la Scuola del Nudo dell'Associazione Artistica Regionale a Trieste decise di muoversi a Venezia per imparare la soffiatura del vetro. E fu proprio Venezia, dopo aver seguito i corsi all'Accademia estiva di Salisburgo, a schiudergli il mondo dell'incisione alla Scuola Internazionale di Grafica. Dal 1975 iniziò una grande attività espositiva che lo portò ovunque, compresi gli Stati Uniti d'America. Grande parte della sua produzione ha avuto il tema suburbano industriale, trattato sempre con grande sensibilità e ricerca sperimentale della tecnica incisoria, qui di alienazione quasi cinematografica.

Paesaggio

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Ercole Calvi (Verona 1824 – 1900)

Paesaggio
Olio su tela, cm 70 x 124

Il crescente interesse nei confronti del paesaggista veronese Ercole Calvi, che meriterebbe uno studio specifico sulla sua attività espositiva pure triestina, corrisponde alla particolarità dei suoi scorci che paiono di scuola napoletana ma raffigurano paesaggi alpestri.
Nel caso della bella tela dell'I.T.I.S., si riconosce una delle sue migliori vedute nei pressi di Pescarenico, ovvero di quell'angolo nei pressi di Lecco reso immortale da Alessandro Manzoni. L'opera dimostra chiaramente il tipo di pittore e il perché andò incontro ad una sfortuna critica già a partire dalla fine dell'Ottocento.
Da raffronti con il nucleo di opere presenti nella collezione del Banco Popolare di Verona e quelle della collezione Intesa SanPaolo, ci troviamo innanzi a un bell'esempio del paesaggismo di Calvi attorno al 1875, vale a dire quando abbandona i soggetti risorgimentali per aprirsi a un paesaggismo descritto con minuzia ma non senza brani di ariosa poesia rappresentati da un brulicare di comparse colte nelle più diverse attitudini.

Paesaggio

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Giorgio Milia (Postumia 1937 – Verona 1977)

Paesaggio
Olio su tela, cm 40 x 50

Personaggio eccentrico e affascinante, Giorgio Milia possiede in un sicuro mestiere e in un tonalismo che passa da brutale a impercettibile, le sue armi migliori. Il Paesaggio dell'ITIS, realizzato a ridosso  della prematura scomparsa, dimostra chiaramente il talento di un uomo che cercava più di capire che di imporre un proprio linguaggio; se della lezione morandiana egli aveva coscienza, ne declinava quasi in modo del tutto naturale il senso del paesaggio che, come in questo caso, ha una metrica temporale più che spaziale; l'impressione finale, infatti, è di trovarsi dinanzi ad un teschio immerso in variazioni di rosso.