Le collezioni d'arte

Ritratto di Claudio Mitri

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Walter Falzari (Pagnacco 1911 – Trieste 1998)

Ritratto di Claudio Mitri (1981-1985)
Olio su tavola, cm 49.5 x 38.5

Il pittore friulano, ma triestino d'adozione, Walter Falzari formò diverse generazioni di artisti giuliani. Allievo adorato da Giovanni Zangrando (1867-1941), ereditò dal maestro non solo un garbato accademismo ma pure lo studio in viale XX Settembre dopo la sopraggiunta morte. Nonostante egli fosse ben inserito nel tessuto artistico triestino dell'epoca – amico della scultore Nino Spagnoli e in ottimi rapporti con Pietro Lucano e Cesare Sofianopulo – solo nel 1982 gli venne allestita una mostra antologica di più ampio respiro.
L'ITIS, al pari di altre importanti istituzioni cittadine, lo chiamò per rendere omaggio a chi aveva guidato l'Istituto anche in anni remoti, con un ritratto desunto da una lastra fotografica. In questo senso, pare evidente la fissità nei ritratti di Teobaldo Zennaro e Bartolomeo Tamburini che diressero l'Istituto durante e immediatamente dopo i difficili anni della Seconda Guerra Mondiale e che Falzari si limita a dipingere in una sorta di “ricordo”.
Ben diverso, parlante e armonioso, è invece il ritratto di Claudio
Mitri realizzato mentre alla sua guida (1981-1985) nacquero, nel
1982, i primi centri diurni d'aggregazione. Si evidenzia, nel modo di dipingere di Falzari, le qualità di pittore naturalista che si trova a proprio agio nel ritrarre, con mitigato verismo, una natura che egli può fissare 'da viva', vale a dire in movimento.

Ritratto di Ferdinando Scarazzato

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Ulisse Sartini (Piacenza 1943)

Ritratto di Ferdinando Scarazzato (1966-1975)
Olio su tela, 64 x 52 cm.

Il piacentino Ulisse Sartini proseguì la serie dei ritratti degli amministratori in tempi moderni. Venne chiamato, come lui stesso ricorda con  entusiasmo, dopo la mostra personale del 1988 allestita a Trieste negli spazi di palazzo Costanzi. Portò a termine ben cinque ritratti nella galleria degli amministratori, alcuni con ammaliante resa cromatica. E' il caso del qui presente ritratto di Ferdinando Scarrazzato, alla guida dell'Istituto tra il 1966 e il 1975, dove i richiami al ritratto cinquecentesco, con tanto di apertura paesistica, paiono evidenti ma non portati a un mero citazionismo.
La luce belliniana scende a descrivere il volto nei minimi dettagli, mentre il blu oltremare del maglione diviene fulcro cromatico della composizione. Ricordiamo gli altri ritratti realizzati da Sartini per l'ITIS: il ritratto di Giulio Chicco (presidente dal 1962 al 1966), il ritratto di Guglielmo Lipossi (presidente dal 1959 al 1962), il ritratto di  Pietro  Agostini  (alla  guida dell'ente tra il 1975 e il 1981) contraddistinto, al pari di Scarazzato, da un fulcro cromatico – in questo caso la cravatta rossa – e infine, Giorgio Satti, realizzato nel 1995 quando Sartini era alle prese nientemeno che con il ritratto del primo ministro inglese John Major.